|
Le origini di Pisa sono incerte: esistono almeno tre diverse tesi che ne attribuiscono la nascita ai Focesi (seguiti dagli Etruschi), ai Greci e infine ai Liguri. Tutte queste versioni sono supportate da testimonianze di qualche tipo (ritrovamenti archeologici, scritti classici, toponimi).
Possiamo affermare che il territorio era abitato fin dal XIII-XII secolo a.C. e che il nome di Pisa risale agli Etruschi e significa "foce", sbocco del fiume al mare; certamente i Liguri vi furono presenti insieme ai Romani per combattere gli Etruschi e furono poi sottomessi dai Romani stessi.
A quei tempi il porto era già di grande importanza ma si trovava in una posizione intermedia fra Livorno e Calambrone, con il mare che entrava molto più in profondità di oggi, creando lagune e paludi. Per conquistare una tale "testa di ponte" nel Tirreno, i Romani combatterono a lungo dal III secolo a.C. fino al 155, anno in cui i Liguri furono definitivamente sconfitti.
Nel frattempo gli scambi fra le due città si erano fatti più intensi sia per le attività legate al commercio navale che per le guerre contro i Galli, contro i Liguri e contro Annibale.
In seguito, i pisani ottennero la cittadinanza romana (89 a.C.) e la città fu eretta a municipio e poi a colonia augustea, tracorrendo un periodo di grande prosperità.
Dopo la caduta dell’Impero, si avvicendarono al potere gli Ostrogoti, i Longobardi e i Franchi, ma Pisa mantenne sempre una notevole importanza, contendendo il primato dei mari con Lucca che, al tempo (X secolo), era capoluogo della marca di Toscana costituita da Carlo Magno nell’812. Fu proprio sotto il potere dei Franchi che Pisa e Lucca si trovarono a far parte dello stesso marchesato.
I Saraceni contribuirono in maniera determinante alla crescita della potenza marinara di Pisa che fu costretta a difendersi da loro e ad attaccarli continuamente fin dall’inizio del IX secolo.
I Pisani godevano di maggiore libertà dai feudatari rispetto alle popolazioni dell’entroterra e questo ne fece un popolo diverso, particolarmente intraprendente che ben presto (1085) avrebbe costituito il comune grazie all’iniziativa di una potente associazione privata formata da armatori, commercianti e aristocratici.
Nel secolo XI i Pisani furono continuamente impegnati in imprese audacissime, dapprima alleati dei Genovesi nella spedizione in Sardegna, poi dei Normanni e del marchese di Toscana Bonifacio, poi anche in autonomia; essi furono infatti protagonisti della conquista della Sardegna (1015-1016) e della spedizione contro Tunisi (1087).
Furono così incrementati sia il commercio che la rivalità con Genova che, proprio per il commercio, percorreva le stesse rotte.
Nel 1091-92, papa Urbano II assegnava alla Chiesa di Pisa il feudo di Corsica in segno di ringraziamento per la lotta contro gli infedeli. In quel periodo vennero poste le fondamenta della cattedrale e di altri importanti edifici sacri, nonché fu proclamata la prima crociata durante il Concilio di Clermont (1094).
A partire dal XII secolo abbiamo le testimonianze relative alla forma di governo consolare adottata dai Pisani ancora influenzata dall’originario carattere privatistico e particolarmente efficace nella sua semplicità: analogamente a Genova e Venezia, si adottava il consorzio come struttura organizzativa sia delle imprese marittime e commerciali sia dell’aristocrazia di origine feudale. Da questo nucleo originario si formarono gradualmente e conquistarono autonomia i consoli di giustizia, le curie giudiziarie, i consoli del mare.
L’impresa più importante dei pisani risale proprio all’inizio del XII secolo con la conquista dell’isola di Maiorca che costituiva il punto di partenza di tutte le aggressioni dei musulmani: grande gloria e ricchezze ne derivarono ai pisani che agirono da soli.
Tuttavia Pisa dovette difendersi anche dall’entroterra e probabilmente in quel periodo si allearono più volte contro di lei non solo le rivali Genova e Lucca, ma anche Firenze.
Questo spinse la città a stringere legami (non facili) con l’imperatore Federico I Barbarossa che diede il titolo di marchese di Toscana e Corsica al nipote Guelfo in cambio di protezione e soprattutto del libero accesso alla via Francigena (1155) e, successivamente, di diritti ampi sul litorale toscano, sull’entroterra, sui porti e sulle città principali dell’Italia meridionale e della Sicilia.
|